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Gli imprenditori: Assumo chi conosco!

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Le assunzioni di figure che abbiano già maturato sul campo esperienza specifica nel settore crescono fino al 72,5% nel 2008. Lo Stage per le aziende è sinonimo di esperienza, capacità ed affidabilità. Ma perchè?

Se ne è parlato a lungo nella giornata di apertura di JOB&Orienta - la mostra convegno nazionale dedicata all'orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro - durante il convegno a cura di Unioncamere nazionale e Unioncamere Veneto: “La domanda di professioni e formazione in Italia e nel Veneto: i risultati dell'indagine Excelsior 2008”, che ha ribadito come il mondo della formazione debba essere “orientato” dal mondo del lavoro.

Un mondo che ha visto le piccole e medie imprese (1-49 dipendenti) confermarsi cuore pulsante del nostro sistema produttivo con la creazione nel 2008 di oltre 100.000 posti di lavoro in più.

A riconfermare le PMI nocciolo duro dell'economia del Bel Paese è stata la loro capacità di tenuta nella recente fase di deterioramento della congiuntura internazionale, al contrario delle grandi aziende (oltre 500 dipendenti), che non hanno saputo reagire altrettanto bene alla crisi della finanza e dei mercati.

«I tempi che corrono impongono alle imprese scelte di efficienza – ha specificato Gagliardi , direttore del Centro Studi di Unioncamere – che non si esplicitano solo in strategie di espansione del fatturato, ma anche in politiche di riduzione e ottimizzazione dei costi, che significa innovare, progettare, aumentare l'efficienza nei processi produttivi e gestionali. Il che presuppone investimenti sul capitale umano». Un atteggiamento che chiede uno stretto dialogo tra sistema dell'istruzione e della formazione da un lato e mondo economico-produttivo dall'altro. E se aumenta il livello di qualificazione richiesto alle figure professionali cercate, aumenta anche quello richiesto al sistema formativo.

E se è vero che cresce la domanda di laureati e di diplomati, un'altra tendenza emerge in maniera ancor più chiara dal mondo delle imprese: si tende ad assegnare un valore sempre maggiore alle competenze rispetto ai titoli di studio, verso i quali cresce sempre più l'insofferenza da parte dei datori di lavoro. Le assunzioni di figure che abbiano già maturato sul campo esperienza specifica rispetto al settore crescono infatti fino al 72,5% nel 2008, se confrontate con la già altissima percentuale pari al 68,8% del 2003. «Le imprese rilevano una mancanza di competenze nei giovani potenziali occupati – continua Gagliardi, direttore del Centro Studi di Unioncamere -. In questa chiave va letto il tipico atteggiamento dell'“assumo chi conosco”, che poi si traduce anche nella preferenza accordata a contratti di tipo determinato. Gli imprenditori, cioè, preferiscono assumere chi ha già lavorato presso la loro attività per qualche tempo, magari per un anno, avendo acquisito esperienza e dimostrato di essere capaci e affidabili».

Non si impara a lavorare a scuola, insomma, e risulta sempre più forte la necessità di un ambiente di apprendimento complesso caratterizzato dalle nuove tecnologie. Alcune scuole e università l'hanno capito, ma è necessario un passaggio di sistema per superare l'anacronistica cesura fra conoscenze e competenze.

Fonte: MioJob - La Repubblica



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